Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

CANNARA E PIAN D'ARCA
Cannara
Pian d'Arca
Bettona
Deruta
CANNARA

CANNARA

La predica agli uccelli a Pian d’Arca, presso Cannara

A

ella splendida vallata spoletana, a sud di Assisi, è il piccolo centro di Cannara, fondato sul fiume Topino da “Urvinum Hortense”, al fine di ricavare il maggior utile dalla fertile pianura fluviale.

Si narra che frate Francesco, mentre con i suoi compagni attraversava campagne e villaggi, annunciando ovunque il Vangelo, si fosse fermato a predicare a Cannara.

Le genti accorse rimasero talmente entusiasmate dalle parole del giovane “penitente”, che «gli volsono andare dietro», ovvero desiderarono comportarsi come lui nella fedeltà al Vangelo e seguirlo. Allora il Santo assisiate, invitati loro a non abbandonare “Cannaio” (l’attuale Cannara), istituì “Il Terzo Ordine”, per «universale salute di tutti» (Fioretti, cap. XVI).

La tradizione colloca nella duecentesca chiesa della “Buona Morte” l’istituzione del “Terzo Ordine Secolare”, nel 1221, e l’imposizione dell’abito della penitenza al Beato Lucio Modestini.

Francesco aveva istituito e fatto approvare dalla Chiesa il “Primo Ordine”, costituito dai frati, nel 1208; il “Secondo Ordine”, costituito dalle “sorelle” di Santa Chiara (Clarisse), nel 1212, ed ora istituiva il “Terzo Ordine”, costituito da uomini e donne, che, pur rimanendo “nel mondo” e continuando le proprie attività, si ispiravano ai suoi ideali; nella “Leggenda dei tre compagni” si legge: «Anche gli uomini ammogliati e le donne maritate, non potendo svincolarsi dai legami matrimoniali, dietro suggerimento dei frati, praticavano una più stretta penitenza nelle loro case».

Utile la seguente parentesi.

A detta di Tommaso da Celano (I Cel., 59) questo avvenimento si sarebbe compiuto in Alviano, ridente borgo tra Orte ed Orvieto, poco distante da Todi; e la stessa cosa attesta, sull’autorità del Celano, San Bonaventura nella sua “Leggenda Maggiore” (Leg. Maior, XII, 4). I Fioretti, invece, designano il paese di Savurniano. Altri, al contrario, con riferimento alla conversione del mercante Luchesio di Poggibonsi e dell’abito penitenziale che, insieme a sua moglie, questi ricevette da San Francesco, riconoscono in questo evento e dicono nata in questo paese della Toscana la prima manifestazione del “Terzo Ordine”. Ma, sottolinea Carlo Bandini, «è da ritenere che ciò non sia esatto e che a determinare questo errore abbia concorso l’aver dimenticato che, per il ridestato entusiasmo religioso, avvenne allora che, in molti luoghi, alcuni più fervorosi si unissero a formare nei loro paesi una specie di “comunità di penitenti” (“poenitentium collegia”). Ne fa menzione anche Gregorio IX in una sua lettera ad Agnese di Boemia. Queste comunità ritennero ambita fortuna procurarsi una specie di sanzione formale da parte di San Francesco e dei suoi discepoli. E spesso l’ottennero. Ma non sono da confondere, questi gruppi isolati, con il Terzo Ordine, pel quale Francesco ed il card. Ugolino scrissero una Regola precisa».

 

L’abitato di Cannara, che conserva i caratteri di “villa agricola” piuttosto ricca, con un impianto regolare strutturato attorno al Palazzo comunale, risulta ingentilito, tra l’altro, dalla chiesa di San Francesco, costruita dai Minori a seguito della istituzione del “Terzo Ordine di Penitenza”, sancita nel 1221 . Nel suo interno è un bel dipinto dell’Alunno raffigurante la “Madonna con i Santi Giovanni Battista e Sebastiano); da ammirare anche la duecentesca chiesa della Buona Morte ( già delle Stimmate), eretta ove era il piccolo oratorio, in cui, stando alla tradizione, nel 1221 Francesco vestì l’abito del Terzo Ordine il beato Lucio Modestini di Cannara. Sulla Piazza IV Novembre, prospetta il Palazzo Maiolica-Mandrini, nel cui interno è visitabile una celletta dove, si narra, il Poverello assisiate era solito raccogliersi in preghiera durante le sue visite a Cannara .


Paolo Rossi
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